9.6.12

BARBARA UMANITA'


2012 © tutti i diritti sono riservati all'autore

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BARBARA UMANITA' di Alfredo Sole
Carcere di Opera
(fotografie e testo da DETENZIONI)
Qualche giorno fa, mentre percorrevo il lungo e freddo corridoio per recarmi al magazzino, con un sacco della spazzatura pieno di vestiti sulle spalle, vedevo il cancello principale alla fine del tunnel. LA LUCE! Provai a immaginarmi in quella stessa situazione, ma per un fine diverso. “Sacco sulle spalle con destinazione il cancello principale, la fine del tunnel. La libertà!” Per qualche istante, ma solo per un misero momento, provai una sensazione particolare, difficile da spiegare. Il cuore impazzì, si mise a galoppare come dopo una lunga corsa. Fu solo la sensazione di u momento, poi, lo sconforto che era solo una stupida fantasia. Forse non proverò mai questa sensazione. Nessun ergastolano ostativo percorrerà MAI quel lungo corridoio che porta alla luce. Il nostro destino è la sofferenza infinita, il buio. Ci sono diversi modi per uccidere qualcuno, il più umano è quello rapido, senza far soffrire la vittima. Quello disumano è gioire della lenta e sofferente morte altrui. E’ in quest’ultimo modo che noi veniamo uccisi, lentamente, tutti i giorni. Non possiamo meravigliarci. Discendiamo da un’antica cultura dove gli uomini venivano inchiodati su una croce e lasciati a marcire lentamente. Ma anche in quella orribile cultura romana c’era sempre qualche soldato che aveva pietà di quegli esseri in croce e, per alleviare il loro dolore, li colpiva con una mazza alle gambe rompendogliele, in questo modo accelerava la loro morte. Oggi si è persa anche questa BARBARA UMANITA’, e noi veniamo lasciati inchiodati alla croce, a marcire lentamente come medicina per soddisfare il basso istinto del popolo. Non possiamo essere per sempre il para-fulmine dell’insoddisfazione di una società che si avvia al declino più assoluto. Non siamo eterni, anche noi, per fortuna, giungeremo all’ultimo respiro. Con chi ve la prenderete dopo? Forse queste sono parole dure o forse non è altro che la cruda verità. Comunque sia, l’Italia ha un problema e, questo problema non siamo noi, ma voi. Se lascerete che la sete di vendetta offuschi quel lato umano che tutti possediamo, allora gioite pure per questi uomini che vengono lasciati in croce, perché è l’Italia che meritiamo. E prevale in voi il lato umano, allora date quel colpo di mazza sulle nostre gambe e chiedete allo stato la pena di morte. Se a quel lato umano si aggiunge un senso di civiltà, allora aiutateci a fare in modo che l’Italia torni ad essere un paese civile e abolisca l’ergastolo. Non ci non altre alternative: BARBARA UMANITA’ o UMANITA’ CIVILE. Scegliete! In un modo o in un altro, tirateci giù dalla croce.

16 commenti:

  1. Una serie estupenda. La 1, 2 y 5ª son magníficas.
    Saludos.
    Agustín.

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  2. Le foto sono belle ma il testo è davvero stupendo.

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  3. @ píxeles y neuronas: grazie. ciao

    @ maraptica: grazie per le foto. Il testo era uno dei vari testi proposti per il contest fotografico. erano tutti molto belli e davvero forti. oltre che fotograficamente è stato un lavoro interessante per la profondità delle parole espresse dai detenuti sulla libertà, sula vita e sulla morte. pensieri che espressi in questi termini, aprono nuovi spunti di riflessione. bacio

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  4. Excelentes composiciones, me gustan mucho estos deliciosos B&N con atractivos efectos zoom. Saludos.

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  5. What inspiring abstractive expression Elena!!! Powerful capture of the mood of the city!

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  6. Excellent series of explosion!

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  7. @ leovi: grazie! saluti

    @ hugo and flyingwind: thank you very much

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  8. Piacendomi molto il genere, queste tue le trovo semplicemente stupende.
    L'effetto zoom ed un potente BW contribuiscono ad aumentare il senso di alienazione in chi guarda...
    Ciao, Elena,

    Susanna

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  9. Hai saputo interpretare benissimo il testo con le tue foto...tutte molto belle e particolari sia per la scelta del bianco nero che per quell'effetto "movimento", che però fa pensare anche ai raggi di luce (la libertà) di cui parla il detenuto. Le parole del testo stimolano molte riflessioni...noi pensiamo che sia più umano l'ergastolo rispetto alla pena di morte, mentre per lui è vero il contrario. Io comunque, sarò pessimista, ma non vedo alternative al carcere a vita. Riabilitazione?! Non so...

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  10. Danno il senso dello straniamento, le foto

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  11. Claudio Tizzani18.6.12

    chapeu!!!

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  12. Serie stupenda! Non ci si stancherebbe mai di smettere di guardarla.

    (non sono sparito, semplicemente sto lavorando molto, sia con il lavoro “ufficiale”,sia con il secondo lavoro del fotoclub… così il tempo libero è davvero poco!)

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  13. piace molto anche a me e in qualche modo trovo delle similitudini iconografiche con le mie ultime cose. non quelle "graisane", quelle che sto mettendo su micromosso (colpa di Susanna...).

    cmq al di là delle similitudini, le mie restano solo esperimenti amatoriali... queste stanno al piano di sopra

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  14. parole e immagini che ti schiaffeggiano!!! belle Ely _marì

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  15. @ susanna: grazie! :)

    @ ninfa: il testo mi ha colpito proprio per quello che hai detto tu. spesso quello che si crede più umano serve solo a portare agonia e sofferenza e questo succede anche in altri campi, non solo in questo!

    @ baol: si... la perdita dei punti di riferimento....

    @ joshi daniel: thanks!

    @ claudio: grazie. ciao

    @ fabrizio: wow grazie! sono contenta ti piacciano. per il resto non ti preoccupare, anche io ci sono stata poco per vari motivi... spero ora di avere più tempo! :) a presto

    @ paolo: grazie! ...a volte però pecchi un po' troppo di modestia! ;) ciao a presto

    @ giallosanmarino: si concordo... ti toccano dentro!

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